OPI CASERTA: Approvato il Bilancio Consuntivo 2021 e Bilancio Previsionale 2022

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Nella giornata del 23 maggio u.s. si è svolta, presso il Resort Marina di Castello – Pinewood Hotels, l’assemblea annuale degli iscritti OPI Caserta.

L’adunanza, previa l’ordinaria verifica del quorum, si è aperta con la relazione del Presidente Dr. Gennaro Mona che ha ringraziato i presenti per essere intervenuti ed ha sottolineato l’importanza della figura infermieristica anche dopo la pandemia anche se vi sono ancora colleghi che, nonostante i vaccini somministrati, ancora oggi sono alle prese con il virus.

Il Presidente ha colto l’occasione per stigmatizzare una situazione in cui alle parole di encomio per lavoro profuso nel periodo di pandemia, non sono seguiti fattivi riconoscimenti di carattere anche economico.

“E giunto il momento che dal governo arrivino risposte per tutto il personale infermieristico”, ha dichiarato il Presidente, “non bastano i semplici GRAZIE e non ce ne facciamo niente delle pacche sulle spalle”.

L’OPI Caserta insieme a tanti ordini provinciali ha alzato il grido d’allarme al Comitato Centrale per far sì che la professione infermieristica venga valorizzata e non surclassata, come sta avvenendo nella regione Veneto con l’istituzione di nuove figure socio sanitarie. 

Gli infermieri sono stanchi e demotivati. 

C’è tanto malcontento e ogni anno c’è chi abbandona la professione per dedicarsi ad altri settori.

E’ necessario un cambio di paradigma nell’assistenza e cambiare il paradigma vuol dire investire non soltanto su un maggior livello quantitativo di infermieri, ma un maggior livello qualificativo di disciplina infermieristica che guidi tutta la filiera assistenziale, disciplina che deve rimanere propria dell’infermiere e ben salda nell’evoluzione di un infermiere clinico altamente specializzato che definisca i percorsi assistenziali erogabili.  

Un infermiere che governi quindi tutta la “filiera assistenziale”  a lui riconducibile per rendere attuabile e completo il processo di assistenza infermieristico pianificato.

Insieme alla Federazione Nazionale si sta cercando di dare una vera svolta, un vero cambio di paradigma per la filiera infermieristica.

La professione va ringiovanita. 

Dai dati statistici del Ministero abbiamo una media nazionale di Infermieri in servizio presso le strutture pubbliche con una media età di 55 anni. E assurdo.

Come possiamo pretendere un livello alto di qualità assistenziale?

Nella nostra Regione paghiamo il blocco del turn over decennale che ha portato a ridurre all’osso il personale all’interno delle aziende sanitarie facendo schizzare l’età media dei dipendenti .

La professione infermieristica deve fare un balzo in avanti, si deve ripartire dalla formazione universitaria, riappropriarsi della sua specificità e della sua specializzazione. 

Far ben comprendere ed emergere, uscendo dall’appiattimento legato a modelli vecchi e gerarchie obsolete, il suo carattere di professione intellettuale e la sua capacità di far crescere esponenzialmente la qualità dell’assistenza.

Noi porteremo avanti questa idea fino alla fine con l’augurio di ottenere qualcosa dalle istituzioni.

Diventa più difficile essere ascoltati quando la figura infermieristica non è rappresentata personalmente nella politica nazionale e nei tavoli territoriali.

Manca una rappresentanza Infermieristica in Regione e in Parlamento e nonostante il Covid abbia testimoniato ancora una volta che siamo il pilastro centrale del SSN, il governo fa orecchie da mercante e fa ancora fatica a venire incontro agli Infermieri per dare loro il giusto riconoscimento.

Questo è triste ma non dobbiamo scoraggiarci. 

Io dico sempre che per fronteggiare tale situazione il cambiamento deve partire proprio da noi Infermieri. Dobbiamo cercare di essere più compatti tra noi colleghi lasciando da parte l’invidia verso i colleghi e il continuo infangarci quotidianamente sia sui luoghi di lavoro che sui social e pertanto cercare di trasmettere lo stesso grido d’allarme a chi si fa portavoce con le Istituzioni.

In questi giorni mi è capitato di leggere qualche contestazione in merito all’aumento della quota, chi addirittura ha diffuso perfino il mio recapito telefonico privato per invitare i colleghi a bersagliarmi di insulti con messaggi e telefonate di iscritti.

Io sono stato sempre disponibile al confronto costruttivo e ad accogliere idee propositive di qualsiasi iscritto. 

Sono sempre a disposizione per cercare di venire incontro ad ogni esigenza degli iscritti che ogni giorno contattano l’ordine.

Ci tengo a precisare il motivo che ha portato l’ordine all’aumento della quota annuale tra l’altro già discusso e deliberato nell’assemblea dello scorso anno.

La Legge 3/2018 ha portato tante nuove innovazioni all’interno delle attività ordinistiche con la nascita delle commissioni d’albo e vari consulenti esterni,

(una delle tante il Presidente Revisore dei Conti) aumentando anche i costi ordinari.

La Fnopi ha deliberato l’aumento annuale della quota che ogni ordine provinciale deve versare per ogni singolo iscritto.

Come potrete vedere nel bilancio consuntivo abbiamo tanti iscritti che non versano la loro quota annuale nonostante l’OPI deve comunque versare la loro quota alla Federazione Nazionale.

Abbiamo un contenzioso da parte del vecchio segretario di restituire nelle casse dell’OPI circa 185.000€ di cui a tutt’oggi non ci è stato ancora corrisposto.

Se tutti avessero saldato puntualmente la quota annuale e avremmo recuperato il contenzioso di 185.000€ non vi era alcun bisogno di aumentare la quota ma per garantire i servizi all’iscritto e la continuità amministrativa ordinistica si è dovuto procedere con l’aumento.

Ciò non deve essere una giustifica perché non è corretto sicuramente nei confronti di chi ha sempre saldato la quota nei termini previsti ma vigileremo anche sulla questione morosità e adotteremo nei prossimi mesi provvedimenti drastici previsti secondo la normativa vigente per fronteggiare anche questo fenomeno.

Ci tengo a precisare anche che nonostante l’aumento però restiamo sempre uno degli OPI con la quota annuale più bassa d’Italia, basta fare un giro sul web per verificare le tariffe degli altri OPI.

Dobbiamo continuare a lavorare e nei prossimi mesi cercheremo di incrementare con la formazione pianificando nuovi corsi con rilascio di crediti ECM in modo da dare la possibilità a quanti più iscritti possibili di aggiornarsi professionalmente con tematiche nuove e di notevole rilevanza. 

Lavoreremo a progetti con iniziative e tematiche nuove in modo da diffondere la cultura e la storia della professione infermieristica in tutti i settori.

Abbiamo fatto un gran lavoro con la Segreteria e continueremo a farlo anche nei prossimi mesi per quanto riguarda l’attivazione della PEC che è divenuta obbligatoria già da qualche anno. 

Basti pensare che a novembre 2020 su 7200 iscritti solo 1900 erano in possesso di una Pec.  Ad oggi siamo a circa 5400 pec attivate su 7500 iscritti, ovvero il 70%. 

Ricordo a tutti che la pec è gratuita, viene attivata e rinnovata ogni anno dall’OPI Caserta gratuitamente.

Non voglio dilungarmi e ringrazio ancora tutti voi intervenuti oggi e tutto il personale infermieristico OPI CASERTA”.

Dopo la relazione del Presidente è toccato al Tesoriere Dr. Gennaro Marino che ha illustrato ai presenti, proiettando su schermo gigante i dati relativi al bilancio consuntivo 2021 e al bilancio previsionale 2022 spiegando dettagliatamente ogni singola voce.

Dopo la relazione del tesoriere si è passati alla votazione dell’assemblea dei Bilanci consuntivo 2021 e previsionale 2022 approvati all’unanimità dei presenti.

Poi è stato il turno del Presidente dei Revisori dei Conti il Dr. Vincenzo Cioffi che ha spiegato alla platea, da professionista della materia, il lavoro e la supervisione dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti effettuato finora sulle attività realizzate dall’ente e il lavoro che si andrà a realizzare nei prossimi mesi.

A chiudere i lavori è stato il turno del Legale dell’OPI Caserta, l’Avv. Vincenzo Silvestro che ha illustrato a tutti i presenti le normative vigenti in materia di obbligo vaccinale per gli esercenti la professione sanitaria con la partecipazione attiva della platea che ha formulato domande in merito ricevendo delucidazioni e precisazioni sull’argomento.